"Mandolinsti, cartellino rosso alla Ventura"
(Giornale "Alto Adige", 8 marzo 2004)


(dal Giornale “Alto Adige”, Cronaca di Bolzano, pag. 1, 8.3.2004)


 


«Offesi da Simona»

E Bolzano difende

i mandolini italiani

 

BOLZANO. Nasce un «caso» sui mando1ini. Sanremo è anche questo. Il tutto per una frase di Simona Ventura che, parlando con Dustin Hoffman, avrebbe detto che «fortunatamente in Italia di mandolini non ce ne sono più». Invece ci sono, sia i mandolini che i mandolinisti. E questi ultimi hanno reagito «con indignazione, amarezza e irritazione», come dicono al Circolo Mandolinistico «Euterpe» (foto).

RIZZA A PAGINA 8

 

 

 

(dal Giornale “Alto Adige”, Cronaca di Bolzano, pag. 8, 8.3.2004)

 

IL DOPO SANREMO

 

Sotto accusa le frasi

della conduttrice

rivolte a Hoffman

sul palco del Festival

 

Il presidente

del Circolo Euterpe:

“Il solito pregiudizio

che sopravvive”

 



«Dice che siamo scomparsi ma siamo vivi e vegeti»

 

di Marco Rizza

 

BOLZANO. Uno scontro sui mandolini. Sanremo è anche questo. Tutto nasce da una frase di Simona Ventura che, parlando con Dustin Hoffman, avrebbe detto che «fortunatamente in Italia di mandolini non ce ne sono più». Invece ci sono, sia i mandolini che i mandolinisti. E questi ultimi hanno reagito «con indignazione, amarezza e irritazione», come dice il presidente del Circolo Mandolinistico «Euterpe», Michele De Luca: «Prosegue il pregiudizio contro di noi, e invece siamo vivi e vegeti».

 

«Sono dichiarazioni frutto del solito pregiudizio. All'estero ci considerano la patria del mandolino, in Germania e anche in Giappone esistono centinaia di formazioni, e invece in Italia ci considerano di quinta categoria. Dovremmo avere)a stessa dignità di tutti gli altri strumenti, e invece...», Michele De Luca è presidente del Circolo mandolinistico «Euterpe» e membro della Federazione Mandolinistica Italiana. E le frasi di Simona Ventura, pronunciate dal palco del Festival di Sanremo, proprio non gli sono andate giù. «Conversando con Dustin Hoffman - dice De Luca - la signora Ventura ha affermato che "fortunatamente in Italia di mandolini non ce ne sono più, sbeffeggiando i suonatori dello strumento simulando la posizione del mandolinista. Insomma ha parlato per frasi fatte»,

Il solito pregiudizio, dice De Luca. Quello che collega mandolini a pizza; e pizza a mafia. Hai voglia di fare concerti, dischi, attività... il mandolino resta quello. «Non vogliamo fare i preziosi - allarga le braccia De Luca - ma almeno venga riconosciuta la tradizione culturale che rappresentiamo. Il nostro è un ambiente che tende a chiudersi, a non comunicare con 1'esterno; ci stiamo scervellando per trovare il modo di uscire dal guscio e ci riusciamo anche, visto il successo dei nostri concerti. Siamo lontani anni luce dagli stereotipi sui mandolini… Solo che frasi come quelle della Ventura, dette davanti a non so quanti milioni di spettatori, sono vere mazzate».

Anche i mandolinisti hanno fatto i loro errori nel corso degli anni, prosegue DeLuca. «E se il luogo comune di mandolino-pizza persiste – spiega - è anche perché si associa lo strumento ai suonatori nei ristoranti. Ma non è possibile che in Giappone, ci siano orchestre mandolinistiche già nei campus universitari, in Germania sia pieno di orchestre di giovani, e proprio dall’Italia debbano arrìvare questi messaggi. Proprio due settimane fa Radiotre ha trasmesso un concerto di mandolini dal Quirinale. Poi arriva Sanremo, due frasi, e tutto va in fumo».

E ora, che succederà? La Federazione Mandolinistica forse si muoverà, dice De Luca, e il presidente scriverà ai vertici della Rai. Per spiegare che i mandolinisti in Italia ci sono ancora. Con i debiti scongiuri.

 

 

«Era soltanto una battuta»

L’entourage della presentatrice getta acqua sul fuoco

 

BOLZANO. vanno giù duri, i mandolinisti: quelle della Ventura sono frasi buttate lì e basate sul nulla», «uno schiaffo in faccia a chi dedicala sua passione a questo strumento», «pregiudizi e stereotipi». E lei? Dopo una settImana di lavoro a ritmi massacranti, e una domenica dedicata ancora a «Quelli che il calcio...», la presentatrice in serata si riposa e non interviene nella polemica. «Cerca un po' di pace coi figli e il marito», si dice nel suo entourage.

E proprio da qui si cerca di gettare acqua sul fuoco: «Simona non voleva offendere nessuno, ci mancherebbe. Solo che stava parlando con Hoffman e voleva descrivere un’Italia che non c’è più. Per questo ha citato i mandolinisti. E una tradizione che va rispettata e difesa, ma insomma a Roma o a Milano nessuno suona più il mandolino… E ricordiamoci che stava parlando a uno straniero, quello era il senso della battuta».

Chissà se ai mandolinisti basterà. Nel comunicato stampa diffuso ieri, Michele De Luca ricorda che «in Italia ci sono tradizioni orchestrali mandolinistiche ultracentenarie, quattro cattedre di conservatorio e svariati corsi. Sarebbe bastato andare a visitare il sito della Federazione (www.federmandolino.it) per evitare strafalcioni». Tutto per una battuta.

 

 
 

 L’ORCHESTRA

Venti componenti e un sito Internet

 

BOLZANO Il Circolo Mandolinistico «Euterpe» (il nome è quello della musa della musica) è composto da venti componeriti - che suonano mandolini; ovviamente, ma anche mandole e chitarre. Il Circolo è stato fondato nel 1947; oggi si ritrova due volte a settimana, il martedì e il giovedì; per provare in vista di concerti (da 10 a 20 all'anno) e concorsi. Il presidente è Michele De Luca; c’e anche un sito Internet: www.euterpe.bz.it Il problema più urgente è quello del ricambio generazionale: «E’ da qualche anno che non si iscrive più nessun giovane - dice De Luca - e quindi l'età media si sta alzando. In Italia ci sono esempi di orchestre di giovani, ma certo non è facile sconfiggere il pregiudizio che accompagna lo strumento».