Articolo pubblicato su  del 03.03.2006

Un mandolino all'Ariston

di Roberto Brunelli
(articolo in )

 


Mandolin Man arriva alle due di notte… e subito nell’aere s’alza un dolce (per quanto rapido come il passo di un velociraptor) suono di mandolino, accompagnato da un vorticoso “tonfa-tonfa” tipico di quelle musiche che tanto piacciono ai giovani. Siamo al ristorante, storditi, stanchi, semiubriachi. Un tale ha fatto metter su il suo cd. Una rivelazione! Un grande, maestoso, progetto non solo musicale, finanche etico: recuperare l’italianissimo mandolino alla sua naturale ed epica grandezza, la sua rotonda eppur sprizzante allegria, qui sposata ad uno squisito (de-li-ca-ti-s-si-mo!) senso per la modernità (… ossia, il tonfa-tonfa).


Eccoci alla grande creatività sanremese, quella che a Sanromolo manca, eccolo il vero atout, quello che le menti acutissime del fu festival della canzone italiana continuano a farsi sfuggire di mano: il tizio si fa chiamare (giuro che è vero) “Mandolin Man”, ed è un signore corpulento accompagnare da un gruppo di musicisti, il “Mandolin Man Group”… sì, un po’ come Patti Smith Group, o Spencer Davis Group eccetera. Il mandolino usa come un bazooka…ops, volevo dire kazuki… ehm, no cioé… vabbé, insomma, quello greco, ma con lo spirito di Jimi Hendrix. Sulla copertina del suo pieghevole pubblicitario, Mandolin Man compare tutto nerovestito e gli occhiali da sole alla Blues Brothers.

Sullo sfondo, alcune danzatrici del ventre in estasi tra palme varie e compagnia bella, mentre noi siamo come sommersi da un’aura oriental-kitsch che ci illumina d’immenso (finché un collega obbliga la cameriera a cambiar disco… vabbé). Mandolin Man «sta al mandolino come Eric Clapton e Carlos Santana stanno alla chitarra» (così, almeno, c’è scritto nel suo sito, www.mandolinman.it), ma è di una mostruosa versatilità: suona swing, jazz, pop, etnica, funk, e chissà non arrivi alla mazurka. Vieppiù che lui ce l’ha un passato, prima di vestire i misteriosi panni del vendicatori di mandolini: ha realizzato alcuni singoli tra la fine degli anni settanta e gli ottanta e, soprattutto, è l’animatore dei mitici Los Marineros. Era un duo, e spopolava a “Indietro tutta” con un brano che in molti ricordano: “Ciapalì Ciapalà”… Ebbene sì, anche questo è Sanremolo (o Sanromolo?).

P.S. Parliamoci chiaro. Il pezzo qui sopra forse sembrerà scherzoso. Ma non lo è: Mandolin Man lo vogliamo sul palco dell’Ariston.