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Un Novecento di ritmi incalzanti e melodie distese |
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Trent’anni d’intensa attività musicale rappresentano un bel traguardo per l’Orchestra mandolini e chitarre «Città di Brescia». Per festeggiare la ricorrenza, sono stati organizzati due appuntamenti accolti con vivo interesse dalla cittadinanza: il primo, al teatro Colonna di via Chiusure, con un’originale interazione fra parole e musica tesa a celebrare, anche dal punto di vista storico, la nobiltà del mandolino (progetto di Ugo Orlandi, regia di Sara Poli, voci recitanti di Giusi Turra e Daniele Squassina); il secondo mercoledì sera al San Barnaba con l’orchestra a plettro diretta da Claudio Mandonico e la partecipazione di un affiatato quartetto d’archi (Stefano Zanchetta e Glauco Bertagnin ai violini, Luigi Azzolini alla viola, Luigi Puxeddu al violoncello). Si può dire che queste due serate abbiano compendiato in modo efficace la filosofia dell’Orchestra «Città di Brescia», caratterizzata non solo dall’accuratezza delle esecuzioni, ma anche da percorsi di ricerca aperti tanto alla storia quanto ai contemporanei. All’auditorium San Barnaba l’appuntamento per archi e pizzichi ha proposto quattro composizioni concertanti scritte in un arco di tempo che racchiude gli ultimi 50 anni. Un Novecento musicale tutt’altro che ostico o astruso, ma generoso di ritmi incalzanti e di melodie distese, anche facilmente memorizzabili. Il quartetto d’archi s’integrava assai bene con gli strumenti a pizzico nel Capriccio (1985) di Max Baumann, la cui tarantella finale è stata proposta anche come bis. Una novità era il Concerto per violino e orchestra a plettro del maestro Mandonico, eseguito con sicurezza dal solista Stefano Zanchetta: pregevole e intensa è apparsa la scrittura del Largo centrale. Profili melodici più classici, quasi haydniani, sono affiorati nel Concerto in do maggiore per violoncello (1980) di Hermann Ambrosius, impreziosito da una bella prova del solista Luigi Puxeddu. L’ultimo brano era il più lontano nel tempo: lo sfaccettato Concerto in la minore per violino solo, due flauti e pizzichi op. 57 di Konrad Wölki, 1954, con applauditi solisti il violinista Glauco Bertagnin e le flautiste Marina Maccabiani e Stefania Maratti. m.biz.
Articolo tratto dall'edizione del 17.10.2004, pag. 38, del
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Mandolinata pizzicando grandi poeti
CON L’ORCHESTRA CITTA’ DI BRESCIA DIRETTA DA CLAUDIO MANDONICO AL TEATRO COLONNA