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(testo tratto dal sito internet) Il circolo mandolinistico astigiano nasce ufficialmente nel 1924. Già a fine Ottocento, per la verità, si era costituito un Circolo chitarristi e mandolinisti, che aveva avuto una breve ma intensa attività. Nel '23 si esibisce in Asti un gruppo di mandolinisti, tra i quali troviamo il giovane Pietro Paniati. L'anno successivo abbiamo la costituzione ufficiale del nuovo circolo. Si tratta, inizialmente, di un piccolo gruppo di appassionati; in breve tempo, però, il gruppetto si allarga e diventa una vera e propria orchestra. Due anni dopo, Paniati deve lasciare la città a favore di Milano per questioni di lavoro. Immediatamente, all'unanimità, i soci decidono di battezzare il Circolo Mandolinistico "P. Paniati". Le dimensioni e la qualità del complesso impongono la presenza di un buon musicista alla direzione. Questi viene individuato nella persona di Aristide Fantozzi. Violinista, ottimo insegnante e concertista, con una grinta "toscaniniana" e una passione profonda, Fantozzi riesce a trarre il meglio dai valenti strumentisti, che nel volgere di un anno riescono a competere con i migliori complessi italiani, e si aggiudicano, così, il primo premio al concorso internazionale di Como. Sotto l'inflessibile bacchetta di Fantozzi, la mandolinistica consegue altri prestigiosi successi. Nel frattempo la presa del potere da parte del partito fascista, porta alcuni problemi di ordine interno, che vengono però sempre risolti, grazie alla solidarietà tra i componenti. A Fantozzi segue un altro eccellente direttore d'orchestra, Secondo Rambaldi e a questi Alfredo Marello, con cui l'orchestra consegue l'ultimo importante premio, nuovamente a Como. Purtroppo dopo il secondo conflitto mondiale la sorte di molte mandolinistiche è stata negativa. Il mandolino, non presente nei conservatori fino agli anni 80, non gode più dell'interesse dei giovani. Tra le poche sopravvissute in Piemonte, c'è appunto la "Paniati". Negli anni Sessanta, Marello rassegna le dimissioni e mantiene la carica di trascrittore. A dirigere il complesso viene chiamato Alfredo Goria, che condurrà la mandolinistica fino alla morte, avvenuta nel 1986. A succedergli è chiamato Fabio Poggi, che inizia, grazie anche al primo mandolino Amelia Saracco, diplomata presso il conservatorio di Padova, a inserire nel repertorio brani originali del 700 e del 900, nonché a revisionare l'intero archivio, allo scopo di renderlo più confacente ai gusti del pubblico attuale. Occorrerebbe troppo spazio per inserire l'elenco archivistico della mandolinistica accumulatosi in oltre settant'anni di attività. Chi è interessato all'argomento può, però richiedere informazioni alla casella di posta elettronica. In questa sede inserirò solo i titoli di più recente esecuzione, la maggior parte dei quali sono stati elaborati da: Alfredo Marello (direttore negli anni 50-60), Fabio Poggi e Vittorio Fossa. |