ORCHESTRA A PLETTRO
DI BREGANZE







INDIRIZZO c/o “Colombara”- Via I. Fioravanzo - 36042 Breganze (Vicenza)
INTERNET www.orchestraplettrobreganze.it 
E-MAIL orchestraplettrobreganze @ yahoo.it
ANNO DI FONDAZIONE 1920
NUMERO COMPONENTI 25
REFERENTE Carla Testolin (Presidente)

c/o “Colombara”- Via I. Fioravanzo
36042 Breganze (Vicenza)

cell. 328 6489764 - cell. 329 2311840

(testro tratto dal sito internet)

Recenti scoperte dello studioso di musica popolare Modesto Brian hanno provato che la nascita di quella che oggi si chiama “Orchestra a Plettro di Breganze” possa risalire addirittura al lontano 1903. Nel giornale “La Provincia di Vicenza” del 26 febbraio 1903, viene nominata la “distinta Società Mandolinistica” di Breganze, che rallegrò un “animatissimo banchetto all’albergo Ponte di Ferro, di oltre 50 coperti, per merito di Giuseppe Laverda”..”per festeggiare il carnovale” E ancora ne “La provincia di Vicenza” dell’11 marzo 1903, si legge che “nell’occasione dell’imminente partenza da Breganze del perito catastale sig. Ernesto Gaddi”, la compagnia mandolinistica locale rallegrò la comitiva.(notizia ricavata da tesi di laurea del dott. Matteo Vecchiatto “Orchestra a Plettro di Breganze dal 1903 ai nostri giorni”– anno accademico 2003-2004)
Già prima della guerra, quindi, esistevano a Breganze suonatori di mandolino in grado di "rifare" motivi popolari-leggeri, accompagnare cantanti e soprattutto suonare pezzi ballabili in feste private o pubbliche e nelle sagre di paese.
Avevano appreso la tecnica dello strumento da altri suonatori dilettanti, che volentieri impartivano lezioni dimostrazione gratuite, prestavano o fornivano gli strumenti, formando poi con gli allievi più disinvolti gruppi occasionali.
Altri documenti solo locali testimoniano una certa attività della “Società Mandolinistica di Breganze” anche qualche anno dopo, mentre i giornali tornano sull’argomento quando comincia ad affermarsi una formazione di mandolini e chitarre, il “Circolo Mandolinistico Orfeo", che debuttò a Breganze il 16 maggio 1920, diretto dal signor Duilio Rizzato "con uno scelto programma" in uno spettacolo che vedeva l'esordio anche del locale circolo filodrammatico.

Il giornale "La Provincia di Vicenza", dando notizia del concerto, parla di un “risorto circolo mandolinistico” e si complimenta col direttore per aver saputo "con paziente cura riunire quelli che la guerra ha risparmiato e includervi degli allievi " (notizia ricavata da tesi di laurea del dott. Matteo Vecchiatto “Orchestra a Plettro di Breganze dal 1903 ai nostri giorni”– anno accademico 2003-2004)
La presenza in paese di un suonatore acculturato, in grado di leggere e di insegnare a leggere la musica, consentiva la formazione di un circolo mandolinistico: un gruppo scelto di dilettanti in grado di suonare anche un repertorio di musiche originali per complesso di strumenti a plettro o trascrizioni di musica sinfonica e operistica.
Il circolo mandolinistico Orfeo, che assunse nel tempo anche altre denominazioni, fu in pratica una creazione del suo direttore.

Nel ritratto fotografico dei componenti che, nell’ottobre del 1930, l’orchestra dona al proprio Presidente dottor Umberto Zoppelletto, appare evidente il cambio di denominazione (“Opera Nazionale Dopolavoro”).
Quando nel 1934, venne a mancare la disponibilità di Rizzato, la formazione si sciolse.
Ci restano del gruppo poche testimonianze orali e qualche fotografia.
Conosciamo i componenti della formazione originaria. Sappiamo di concerti ad Asiago, a Recoaro, a Piovene, a Bassano del Grappa e di una bravura strumentale riconosciuta anche da altri mandolinisti dell'epoca.
Alla scomparsa del circolo mandolinistico non seguì, come invece altrove nel vicentino, il rapido abbandono della pratica strumentale.
Si continuò, infatti, a suonare in ambienti familiari o privati un repertorio di ballabili di sicura presa.
Fu quindi possibile nel secondo dopoguerra, a Decimo Monti, nipote ed allievo del Rizzato, ricostituire un gruppo stabile di suonatori. Sorta nel 1948, la nuova formazione incontrò subito un largo seguito, arrivando a contare fino a 28 elementi.
Il repertorio e l'impostazione amatoriale erano quelli del gruppo precedente: incontri settimanali, formazione di allievi, qualche esibizione pubblica, in ambito prettamente locale. Accanto al tradizionale repertorio, l'orchestra suonava ora regolarmente anche arrangiamenti di canzoni di successo.
E' da segnalare come negli anni '50, l'orchestra e la scuola di musica del maestro Monti abbiano costituito a Breganze l'unica esperienza possibile per chi volesse far musica.

Il trasferimento, per motivi di lavoro, del maestro Decimo Monti determinò nel 1959 lo scioglimento del suo gruppo e della scuola di musica: troppo impegnativo il ruolo di maestro e di concertatore perché qualcuno potesse continuare la sua opera.
Nei primi anni sessanta, l'avvento della musica riprodotta e la diffusione di nuovi generi musicali rischiavano di portare anche a Breganze il mandolino a un declino irreversibile. Fortunatamente ci fu, negli anni seguenti, chi ebbe ancora la capacità e la disponibilità di coinvolgere i giovani, di trasmettere un'esperienza e di continuare una tradizione.
A Italo Brian molti degli attuali mandolinisti di Breganze devono infatti l'approccio allo strumento e al far musica insieme.
Nel 1974 l'ultima e definitiva rinascita con il maestro di musica Riccardo Federle, con un nuovo nome: “La Valletta”, già usato dai ragazzi, quando andavano a lezione a casa del maestro Monti.
Al debutto, nel Natale del 1975, la nuova formazione può già contare su una ventina di elementi di tutte le età. E' l'inizio di una serie di concerti che faranno conoscere musiche e sonorità ormai desuete in ogni parte della provincia.
Nel 1976 viene eletto un nuovo Presidente Gionni Casagrande e nel 1977 segretario Ferdinando Gobbo, che riveste tuttora la carica.
Scomparso il maestro Federle nel 1978, il gruppo affida la direzione a Modesto Brian, singolare figura di violinista che collaborava stabilmente con l'orchestra.
Egli impresse una decisa svolta al repertorio, proponendo quasi esclusivamente, trascrizioni di musiche rinascimentali.
L'adesione alla Federazione Mandolinistica Italiana consentì subito all'orchestra di farsi conoscere ed apprezzare in Italia e anche all'estero, in occasione di festivals e rassegne internazionali.
Il cambio di repertorio non fu un passaggio facile, anche perché cadeva in una fase di rapida crescita del gruppo e metteva in discussione la stessa ragion di essere di una orchestra di mandolini e chitarre dilettanti. Un'orchestra che contava ormai al suo interno esperienze culturali, abilità strumentali e aspettative molto diversificate.
Grazie al deciso intervento dell'allora presidente Alessandro Tamiello, si arrivò nel 1986 alla rifondazione del gruppo.

Nasceva l'"Orchestra a Plettro di Breganze", con una formazione ridotta ma più omogenea, una ritrovata identità culturale, un direttore nuovo.
Lucio De Rizzo ignorava perfino l'esistenza di una orchestra di mandolini. E non pensava certo, lui, flautista barocco, a un futuro tra le corde pizzicate. Accettò di far parte e di guidare una formazione che si riproponeva nel segno della continuità e del rinnovamento insieme.
Un incontro felice. I concerti in Germania, in Spagna, in Austria e in Ungheria, sono state tappe significative.
Sotto la direzione di Lucio De Rizzo, la formazione ha ampliato il suo repertorio, spaziando dalla musica rinascimentale fino alla contemporanea, con rigore e assoluta professionalità. Con De Rizzo l’Orchestra realizza la sua prima incisione ufficiale, che si titola. “Orchestra a Plettro di Breganze”.

Dal gennaio 2001, il M.o Maura Mazzonetto è il nuovo direttore. Pianista e docente del Conservatorio di Musica “Cesare Pollini” di Padova, apprezzata concertista, ha sviluppato grande sensibilità sulla sonorità e l’espressività dei plettri, attraverso la collaborazione artistica con il celebre mandolinista Ugo Orlandi e sta apportando nuovo impulso e rinnovato entusiasmo.

L’orchestra negli ultimi tempi ha saputo sostenere importanti e faticosi impegni musicali, anche con l’aiuto dell’attuale Presidente Carla Testolin, che nel marzo 2002 ha raccolto il testimone validamente tenuto per un triennio da Francesco Parise.

Oggi l’orchestra a plettro è una formazione composta principalmente da strumenti a corda suonati dal plettro, che è una linguetta , un tempo ricavata dal guscio di tartaruga e ora di materiale sintetico, particolarmente elastico e resistente
Il gruppo di Breganze, formato da 25 elementi stabili, è composto da musicisti di ogni età: tre generazioni comprese tra i 14 e gli oltre 70 anni del veterano del gruppo. Venticinque elementi e spesso di più quando volentieri allo stesso si aggregano valenti musicisti occasionali, con mandolini, mandole, mandoloncello, chitarre, violoncello, contrabbasso, percussioni e voce: una tavolozza di colori asciutta, omogenea e sicuramente unica nel genere orchestrale.
Sicura linfa per la continuazione della vita dell’Orchestra, oltre al costante impegno dei musicisti che in Orchestra collaborano da un quarantennio, è apportata sia dalla “Scuola di Mandolino e Chitarra" istituita una quindicina di anni fa e valorizzata in seguito dall’ACLI di Breganze, sia dall’attivazione di un innovativo corso per mandolino per la scuola media locale, completamente gratuito, il primo in tutta Italia.
L’attuale formazione breganzese, si è già esibita in prestigiose manifestazioni dedicate alla musica per mandolino, in Italia e all’estero e tra il 2002 e il 2004 ha effettuato una lunga serie di concerti nel Veneto e all’estero.
Dal 24 al 26 agosto 2002, l'Orchestra, unica rappresentante per l'Italia, ha partecipato con successo a Logrono (Spagna) alla 36a edizione del Festival Internazionale di Musica a Plettro, patrocinato dal Governo Spagnolo. L'orchestra, per questo, ha ottenuto il patrocinio della Regione Veneto.
E’ stata presente, assieme al “Gruppo Mandolinistico Codigorese (Ferrara)” e all’”Orchestra di Mandolini e Chitarre di Brescia”, esibendosi in tre concerti nella prima Rassegna Nazionale di Musica a Plettro “Emberger – Cerrone” ad Arpino nei giorni 7-8-9-10 agosto 2003. Il Festival, organizzato dall’Associazione Intercomunale “Leonardo” di Arpino, è stato istituito a ricordo dell’antica arte dei liutai che ad Arpino si sviluppò in modo particolare, soprattutto fra l’Ottocento e il Novecento, grazie alla Bottega dei Liutai Embergher-Cerrone.
E ancora le tournées nel 2003 ad Heves (Ungheria) e nel maggio 2004 ad Annecy (Francia).
Nel 2004 L’Orchestra inizia il cammino verso un ambizioso progetto: registra un nuovo CD, “Il mandolino a Vicenza e Padova”, testimone di un ulteriore salto di qualità dell’orchestra. L’ensemble scopre le profonde radici della tradizione popolare e colta della musica veneta. L’intento è quello di esaltare in maniera pura le tipiche sonorità della famiglia dei mandolini, rispettando le partiture originali. Il legame tra passato e presente, nel comune sentimento d’amore verso il piccolo strumento, stimola un lavoro di ricerca e il gusto per l’inedito, il nuovo e il riscoperto. Muttoni, Pierin, Drigo, Vanzo Coronaro, Crepaldi e La Rocca, autori affascinati dal potere evocativo delle corde “vibrate”. Fiere , giostre, giochi, muse, atmosfere crepuscolari e quadretti dipinti: un mondo surreale di disincanto e di evasione carico di poesia.
Questo progetto è stato riconosciuto dalla Regione Veneto fra le “Iniziative di promozione e valorizzazione dell’Identità Veneta”. Per divulgarlo è prevista l’esecuzione di una serie di concerti nelle province di Vicenza e Padova.