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Danilo Nicolai nato a Cremona il 23.7.1915 intraprese lo studio della musica sotto la spinta del padre, frequentando il Circolo Euterpe con sede in via Dante all'Asilo Martini. La scuola era diretta dal signor Pietro Lombardi. Era l'anno 1926.
A quei tempi esistevano tre gruppi di mandolinisti, distinti per anzianità, per attività musicale e per ceto sociale. Il gruppo più importante era quello dell'orchestra del Circolo Filodrammatici diretta dall'ing. Francesco Poli. Il programma musicale delle orchestre consisteva prevalentemente nella esecuzione di trascrizioni di arie, romanze e sinfonie delle opere liriche, adattandole ai rispettivi organici.
Nel 1927 muore l'Ing. Poli e chiude temporaneamente l'attività della mandolinistica. In quel periodo Nicolai viene impegnato dagli studi scolastici e dallo sport abbandonando il mandolino. Nel 1938 si diploma perito industriale, parte per la scuola allievi ufficiali e dopo la seconda guerra mondiale ritorna a Cremona nel 1945. Riprende a suonare nell'orchestra diretta da Stefano Valerani a fianco del primo mandolino Bruno Barbieri.
La molla che lo ha spinto ad approfondire lo studio del mandolino fu l'ascolto a Como, presso il Circolo Flora, del virtuoso Nino Catania. Da quel giorno il mandolino ebbe "poche ore di riposo". Il 23 ottobre 1948, Nino Catania suona al Filodrammatici accompagnato dal pianoforte e dalla chitarra suscitando entusiasmo del pubblico e della stampa.
Nicolai, a Bergamo nel 1950, partecipa al Concorso Regionale lombardo per solisti e orchestre a plettro vincendo il primo premio con l'orchestra F. Poli e come solista, accompagnato al pianoforte da Marisa Galimberti presentando il pezzo d'obbligo di Calace: "Danza e cantabile".
Con la cessazione dell'attività dell'orchestra intorno al 1960, Nicolai incominciò la collaborazione col maestro Sterzati, che l'aveva sollecitato a non abbandonare lo studio del mandolino.
A Nicolai piaceva Umberto Sterzati perché era anche un "accompagnatore formidabile".Danilo disse: "Sono stato l'ultimo a suonare con lui quella domenica pomeriggio, sembrava sentire che non avrebbe più toccato la sua chitarra".
Iscritto al gruppo dialettale "El Zach" formò il quintetto a plettro riscoprendo le musiche dialettali del maestro Sterzati e i motivi popolari che venivano cantati nelle filande e nelle cascine.
Muore a Cremona il 13/01/2001. La figlia Eugenia ha lasciato all'Associazione Sterzati la raccolta personale degli spartiti di Nicolai.
(© testo e foto tratti dal sito http://www.rccr.cremona.it/sterzati/arte.html)