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Chi era Raffaele Calace

Secondogenito di Antonio, nato a Napoli nel 1863, continuò prima con il fratello maggiore Nicola e dopo il 1911 da solo, l’arte paterna. Innamorato degli strumenti a plettro, fece scopo della sua vita la loro affermazione nel campo artistico e ben vi riuscì nella sua completa e originale personalità di artista. Quale maestro liutaio dette il maggiore impulso alla gloriosa tradizione del plettro, costruendo strumen¬ti, che pur mantenendosi nel classico potessero soddisfare le nuove esigenze musicali. Creò il Mandolino “Classico” per concer¬tista dal grande formato con tastiera prolungata fino al 29º tasto, atto a superare tutte le difficoltà tecniche e speciali di tali strumenti. Con vera genialità trasformò il Mandoloncello, strumento essenzialmente d’assieme in “Liuto cantabile” a cinque coppie di corde, strumento da solista, di cui egli divenne uno dei più grandi esecutori. Allo scopo di svincolare l’orchestra a plettro dal richiedere l’ausilio del contrabasso, creò “l’Arciliuto”, superba trasforma¬zione degli antichi modelli conservati in Castel Sant’Angelo, in uno stumento moderno che risolse il problema: l’orchestra a plettro è, in tal modo, tutta formata di propri strumenti. Seppe con speciali accorgimenti rendere gli strumenti a plettro “Calace” sempre più perfetti, sì da renderli universalmente riconosciuti ed apprezzati. Estese la lavorazione anche ai violini, che raggiunsero, come gli altri strumenti del suo laboratorio, oltre i paesi europei anche lidi lontani quali il Giappone e l’America. Uomo di fecondo ingegnò e di natura creativa, artista completo, sentì il bisogno di svincolare il mandolino dalla necessità di utilizzare la musica creata per altri strumenti che non dava i risultati adeguati a mettere in rilievo le speciali virtù dello strumento e sfruttarne al massimo le capacità sonore, come egli desiderava. Per svolgere tale arduo programma egli si diplomò in composizione sotto la guida dei Maestri Paolo Serrao e Francesco Ancona del conservatorio di Napoli, formando così la sua base musicale. Passò quindi al perfezionamento dello studio del mandolino, creando un metodo efficacissimo e completo, nel quale sono anali¬camente studiate tutte le possibilità tecniche ed artistiche dello strumento. Metodo unico e validissimo, richiesto anche oggi dagli studiosi del mandolino classico di molti paesi: è stato stampato anche in lingua tedesca, francese e giapponese. Raffaele Calace è tra i pochi che abbia elevato il repertorio degli strumenti a plettro; egli pubblicò, in propria edizione, una vasta biblioteca classica del plettro di ben 180 opere. Tra le sue composizioni: duetti per mandolino e piano, duetti per due mandolini, duetti per mandolino e liuto, quartetti di tipo romantico, quartetti di tipo classico, composizioni per mandolino e liuto solo; giganteggiano tre concerti (in tre tempi) e cinque preludi per mandolino solo, che sono veri colossi musicali. Nel campo dell’arte del plettro ben poche sono le opere che possono rivaleggiare con tali composizioni. La dedizione della sua vita all’arte si estrinseca in moltepli¬ci attività: Nel 1905 inizia la pubblicazione di una rivista artistica quindicinale “Musica Moderna”, alla quale collaborano insigni musicisti quali il De Nardis, Gennaro Napoli, ecc. e poeti e pittori napoletani dell’epoca. Tale pubblicazione dura 5 anni. Inizia, quindi, una più intensa attività concertistica. Valente esecutore di mandolino e liuto è anche animatore di bei concerti di complessi numerosi che riuniscono nelle varie sale culturali e musicali napoletane un vasto e appassionato pubblico. Molti paesi, quali Germania, Svizzera, Francia, Austria lo applaudirono quale valente solista, suscitando ovunque l’ammirazione e la sorpresa della possibilità del plettro. Nel 1924 si recò in Giappone, in una epica tournè, dove ebbe occasione di dirigere l’Orchestra del Maestro della Corte Imperiale di 80 elementi con enorme successo. Portò al culmine il plauso che lo aveva seguito dovunque con il suo concerto da solista di liuto eseguito alla presenza delle LL.AA. Imperiali Hiro Hitho e Consorte. Il Mikado, molto compiaciuto per la bellezza della musica, (compo¬sizioni di Raffaele Calace) dello strumento (Liuto cantabile Calace) e della sua bravura di concertista, volle dare di “motu proprio” a Raffaele Calace la Commenda del “Sacro Tesoro Giapponese” con splendida decorazione di oro e smalto. Al rientro in Italia, pur continuando l’attività della costruzione e l’editoria delle composizioni, che la sua mente fertile dona copiosa, fonda “ l’Accademia Mandolinistica Napoletana “ con il patrocinio delle LL. AA. RR. I Principi di Piemonte e ne diventa direttore organizzando un’orchestra di 40 elementi che ha intensa ed affermata attività. Ebbe numerosi allievi. Fu chiamato a far parte della Giuria di numerosi concorsi (Milano 1920, Roma 1922, Genova 1926 ed altri). In un giro di concerti, in Germania, con la figlia Maria, fine e bravissima musicista, incise numerosi ed apprezzati dischi. Partecipò a numerose mostre di liuteria in Italia ed all’estero ottenendo le seguenti onorificenze: 2 commende d’onore, 11 meda¬glie d’oro, 4 croci d’onore, 2 medaglie d’argento e 3 brevetti. Morì nel 1934, pago del suo lavoro e sicuro della sua continuazione nelle persone dei figli: Giuseppe, suo gran collaboratore nell’arte della liuteria e provetto liutista, e, Maria concertista di mandolino di indiscusso valore, che dette vita al nuovo sestetto e successivo quartetto Calace, molto applaudito. Essa ebbe numerosi allievi sia di chitarra che di mandolino. Dal 1985 è disponibile in Giappone l’opera omnia delle composizioni di Raffaele Calace, stampata dalla casa editrice Suiseisha in nove volumi ed a tutt’oggi sono almeno dieci i CD esclusivamente dedicati alle sue geniali composizioni. Indubbiamente è stato il genio di famiglia e se i mandolini Calace vengono suonati dal Giappone alla Corea, dall’Europa all’Australia il principale merito va proprio a Raffaele Calace.

 

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Who is Raffaele Calace

Second-born son of Antonio, was born in Naples in 1863. He kept on with his father’s art with his oldest brother Nicola at first and, after 1911, by his own. Because he loved plectrum instruments, he dedicated his own life to their success in the artistic field and he succeeded in doing it very well thanks to his complete and original artistic personality. As a master lute-maker he gave the greatest impulse to the glorious tradition of the plectrum by manufacturing instruments that, even if classic, could satisfy the new musical demands.
He created the “Classic Mandolin” for concert artists, that was big and with the fingerboard extended up to the 29th key, to overcome all the technical and special difficulties of such instruments. With real geniality he turned the Mandoloncello, instrument essentially used to play music for ensemble, into a“ Cantabile lute” with five couple of strings, soloist instrument whose he became one of the greater musicians. To release the plectrum orchestra from the need of the contrabass he created the “Arciliute”, a superb transformation of the ancient models preserved at Sant’Angelo Castle, into a modern instrument that solved the problem. The plectrum orchestra was, so, all formed by its own instruments. He was able to make the Calaces’ plectrum instruments more and more perfect, thanks to special expedients, and universally appreciated and loved.
He extended the manufacturing even to the violins that, as the other instruments of his workshop, reached not only the European countries but far lands such as Japan and America, too. Because he was a clever and creative man, a complete artist, he understood the mandolin couldn’t use music created for other instruments anymore. This, in fact, didn’t give suitable outcomes to emphasize the special virtues of such an instrument and to make the most of its sound capacity, as he wanted to. To do such an arduous plan he got a diploma in composition under the leadership of the masters Paolo Serrao and Francesco Ancona of the Academy of Naples, so that he constituted his own musical base.
So he made perfect the study of mandolin creating a very effective and complete method in which were analytically studied all the technical and artistic possibilities of the instrument. It was a unique and valid method even required in many foreign countries where they study classical mandolin. It has been printed in German, French and Japanese, too. Raffaele Calace is one of the few people that raised the repertoire of plectrum instruments. He wrote, in an edition published by his own, a classic library of the plectrum that included 180 works. Among his works we can remember: duets for mandolin and piano, duets for a couple of mandolins, duets for mandolin and lute, romantic quartets, classic quartets, compositions for mandolin and solo lute. Three concerts (in three tempos) and five preludes for solo mandolin tower over the others. They are real musical colossus.
In the field of plectrum art there are very few works that can compete with such compositions. He dedicated his own life to many activities. In 1905 he began the publication of a fortnightly artistic review called “Modern Music” that many famous musicians, such as De Nardis, Gennaro Napoli, etc., poets and Neapolitan painters of that age, wrote for. Such a publication lasted 5 years. So a more intensive concert activity began.
He was not only a valid mandolin and lute performer, but also an organiser of fine concerts made up of numerous bands that gathered a wide and keen public in the different Neapolitan cultural and musical halls. Many countries, such as German, Switzerland, France and Austria, applauded him as a clever soloist that excited surprise everywhere about plectrum abilities.
In 1924 he toured to Japan where he conducted with great success the Orchestra of Imperial Court Master consisting of 80 musicians. With his lute-soloist concert, that was performed in front of the LL.AA. Imperial Hiro Hitho and his consort, he culminated the approval that had followed him everywhere.
Mikado, very satisfied about the beauty of the music, (compositions by Raffaele Clace), of the instrument and of his concert skill, decided to give “motu prorpio” (by his own) to Raffaele Calace the Commenda of “Sacro Tesoro Giapponese” (Japanese Holy Treasure) with a wonderful gold and enamel decoration.
When he came back to Italy he founded the “Neapolitan Mandolin Academy” under the sponsorship of the LL.AA.RR. Piedmont Princes, even if he kept on with creation and publishing of compositions that his productive mind copiously created, and become its director by organizing a 40 musicians orchestra. The Academy was very active, rich in apprentices. He was on the jury of numerous competitions (Milan 1920, Rome 1922, Genoa 1926 and others).
During a concert tour in Germany, where he went with his daughter Maria, a fine and very clever musician, he recorded many loved discs. He took part in many lute fairs both in Italy and abroad and gained many honours such as: 2 honour commendas, 11 gold medals, 4 honour crosses, 2 silver medals and 3 patents. He died in 1934, pleased of his own work and sure of its carrying on thanks to his children: Giuseppe, his great collaborator in the art of making lutes and expert lute-player and Maria, mandolin concert artist of undisputed skill, that invented the new very praised Calace sextet, then quartet. She had numerous guitar and mandolin apprentices.
From 1985 the whole work of Raffaele Calace’s compositions, printed by the publishing house Suiseisha in 9 volumes, is available in Japan. Up till now there are at least 10 CDs exclusively dedicated to his ingenious compositions. He has undoubtedly been the genius of the family and thanks to Raffaele Calace himself Calace’s mandolins are played from Japan to Korea and from Europe to Australia.

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Data :  30 11 2018