I Magi di Mandonico carichi di buona musica

SUCCESSO NELLA CHIESA DEL CARMINE PER L’ORATORIO DEL COMPOSITORE BRESCIANO

di Fabio Larovere

Chiesa del Carmine gremita, martedì, per l’oratorio di Natale «L’adorazione dei Magi al bambin Gesù» del bresciano Claudio Mandonico. L’originale opera, già rappresentata lo scorso anno, è stata replicata per iniziativa degli Amici del Carmine Onlus, e per l’occasione Mandonico ha aggiunto due piacevolissimi pezzi, «Stella di Sabbio Chiese» e «Stella di Casto», in omaggio alle tradizioni di questi paesi.
Un’opera originale, a cominciare dall’organico: soli, coro e orchestra a plettro. Ottima la prestazione degli interpreti, con una citazione per l’orchestra di mandolini e chitarre «Città di Brescia», diretta con partecipazione e vigore da Mandonico, coi mandolini dal tremolo fitto e mai aspro, capaci di sonorità compatte e cangianti. Apprezzabile il contributo dei solisti Anna Pellizzari soprano, Moreno Filotelli tenore, Paolo Danesi baritono; molto bravi gli strumentisti Stefania Maratti e Marina Maccabiani, flauti, Ugo Orlandi tromba, Luigi Azzolini, un’ispirata viola, ed Alberto Pezzagno, preciso nelle percussioni.
Di ottimo livello il quartetto a plettro (Marina Ferrari, Alessandro Hrobat, Marcello Marzaroli e Alessandro Bono) e del Coro Polifonico Castelbarco di Avio, diretto da Luigi Azzolini. Resa ottimale per una partitura di qualità, che conferma il non comune estro compositivo di Mandonico. Una scrittura, la sua, che pone in rilievo tutti gli strumenti, nell’ambito di un linguaggio moderno. L’intervento di fiati e percussioni offre l’indispensabile colore natalizio, mentre le complesse polifonie corali assumono talvolta riflessi stranianti con l’accompagnamento degli strumenti a plettro.
Toccante l’esecuzione di un’«Ave Maria» d’impronta vagamente mascagnana del trentino Giuseppe Sartori. Il concerto era inserito negli appuntamenti organizzati per festeggiare i trent’anni dell’orchestra «Città di Brescia» e si è concluso con entusiastici applausi del pubblico e un bis dell’«Osanna» finale.


Articolo tratto dall'edizione dell'8.1.2004, pag.29 del