IL MANDOLINO
di George C. Krick

S t u d i - Giugno 1939 - vol. LVII - n° 6,  pag. 41


(© traduzione di Ermanno Zappacosta)


"Che genere di metodi e quali esercizi raccomanderesti a un giovane allievo diciassettenne desideroso di diventare un mandolinista autentico, con capacità di suonare tutti gli "a solo" di livello notevole, scritti appositamente per questo strumento da eminenti compositori classici o moderni?"


Questo passaggio estrapolato da una lettera recente, indirizzata a questo dipartimento, sta a dimostrare che abbiamo ancora musicisti che hanno in gran considerazione il mandolino, ma sono piuttosto all’oscuro tanto sullo strumento che sulla letteratura relativa a questo.


E’ deplorevole il fatto che molti abbiano solo un’idea alquanto limitata delle potenzialità artistiche di questo strumento romantico, fermi come sono nella convinzione che esso sia limitato all’esecuzione di melodie popolari, marce o serenate; e mentre è vero che, a causa della sua ornamentata tastiera, sin dal primo approccio è possibile acquisire una quantità notevole di abilità tecniche in un tempo relativamente breve, in ogni caso ciò va considerato come un inizio.


Un allievo con buone ambizioni, desideroso di familiarizzare con tutte le meravigliose composizioni per mandolino raggiungerà questo scopo, e, una volta raggiunto questo traguardo sarà orgoglioso di averlo conseguito. Agli inizi dello studio della musica strumentale è essenziale possedere un ottimo strumento. Non potrai ottenere un’ottima tonalità da un mandolino di poco valore, e l’emissione di un bel suono dovrebbe essere l’aspirazione dell’allievo, proprio agli inizi.


Il mandolino Americano usato largamente oggi giorno, è di modello piatto con la parte superiore e quell’inferiore intarsiate; mentre in molti paesi Europei il cosiddetto modello classico, a forma di pera è ancora il favorito.


Esiste una decisa differenza qualitativa di tono, avendo quello di tipo classico una maggiore acutezza di voce, da soprano, mentre il modello piatto rimanda al tono di contralto, rotondo e pieno con una buona diffusione di tonalità.

Un discreto strumento può essere acquistato per la somma di 25 o 50 $, uno eccellente per 75 o 100 $, uno strumento superiore è acquistabile ovunque per l’importo di un centinaio di dollari in su.


Il “metodo” per mandolino che tratta tutte le fasi della tecnica dello strumento, da quelle fondamentali procedendo con tappe successive ai corsi avanzati, sono al momento in pubblicazione e noi qui ne menzioneremo alcuni tra i più noti.


Tra questi autori stranieri di metodo ricordo il Branzoli, Cristofaro, il Munier e il Calace, che godono di gran popolarità. La “mandolin schools” di Pettine, quattro libri; Bickford quattro libri; Odel tre libri; Stahl due libri, ed altri ancora sono pubblicati in questi paesi e contengono splendidi materiali di studio.

Poichè ciascun autore di materiale d’insegnamento per mandolino esprime le proprie idee ed esperienze in una differente maniera rispetto ad altri, è opportuno introdurre nella propria libreria ogni libro d’istruzione pubblicato da un’autorità conclamata, attraverso il qual è possibile acquisire una complessiva conoscenza del soggetto trattato.


Assieme a questi testi, a tempo debito e con ordine progressivo, è opportuno compiere uno studio esauriente del “concert etudes”, in te volumi di Jules Cottin, “lo scioglidita” (esercizi di velocità) in quattro volumi di Carlo Munier, insieme con “grandi studi di concerto op. 200” dello stesso autore, ivi compresi “etudes” di Bertucci e “preludes and etudes” di Raffaele Calace.  Molti dei ricordati “metods” contengono capitoli che trattano il “duo stile”
(genere di duetto) del mandolino, ma esso dovrebbe essere integrato con corsi speciali di suono a due così com’è contenuto nel “duo methods” di Pettine e Stauffer ed altri.


Questa fase di tecnica mandolinistica è una delle caratteristiche più efficaci dello strumento e richiede una gran quantità d’esercizi preparatori. Occorre acquistare una completa familiarità con l’intera tastiera bisogna avere una conoscenza completa di tutte le corde nelle posizioni principali e un controllo perfetto del plettro.Occorrerebbe dedicare molto tempo e una notevole attenzione alle dita della mano destra e al polso sin dall’iniziale evoluzione d’alcuni movimenti del plettro. Un buon tono, un armonioso e uniforme tremolo, velocità nei passaggi in scale dipendono tutti da un appropriato controllo del plettro.


Pressoché quasi tutte le autorità del mandolino sembrano privilegiare, ad oggi la gestualità della mano sinistra incurvata, poiché in tale posizione la mano ed il polso sono completamente rilassati. Va senz’altro aggiunto che il plettro deve essere scelto attentamente che debba avere una sufficiente flessibilità, una smussatura ai due lati e tenuto sempre in buone condizioni d’uso.

Quando l’allievo ha raggiunto un sufficiente livello d’apprendimento, tale in ogni modo da iniziare a cimentarsi con un repertorio di concerto ciascun numero di questo dovrebbe essere attentamente analizzato, fatto oggetto d’esercizi e memorizzato prima di passare al successivo.  Non dovrebbe commettere l’errore di scegliere numeri troppo difficoltosi rispetto al suo grado di sviluppo tecnico.  Vi sono concerti per assolo di media difficoltà di Pettine, Mezzacapo, Arienzo, La Scala, Leonardi, Marucelli, Munier e Calace, a questi dovrebbero seguire più tardi composizioni più impegnative prodotte da questi stessi maestri, e solo alla fine i concerti per mandolino di Pettine, Calace, Munier, e Ranieri.


Noi poniamo l’accento sulle originali composizioni per mandolino scritte da maestri che sono ben lontani dalle reali possibilità dello strumento ma anche dai suoi limiti consapevoli come siamo che il suo futuro artistico è fondato sulla musica scritta appositamente per esso. E inoltre ammissibile da un certo punto di vista di un ulteriore sviluppo musicale, oltre che consigliabile scavare nella letteratura per violino tanto di genere classico quanto di quel cosiddetto semiclassico che eventualmente possono essere adattate al mandolino.


Tuttavia queste selezioni andrebbero fatte alquanto giudizialmente, perché qualcosa in più di una perfezione tecnica è necessaria per rendere accogliente una composizione presso un uditorio.  Per suonare il famoso “concerto di Mendelshon” col mandolino davanti ad un uditorio probabilmente familiarizzato con esso da un eccellente virtuoso del violino sarebbe una pura stravaganza, sarebbe giudicato come un fatto fondamentalmente tecnico.


C’è una larga disponibilità di raffinata musica per mandolino, adatta per solisti ambiziosi, musica che sorprenderà favorevolmente gli ascoltatori con la sua pura bellezza e con la novità dell’invenzione.