Articolo apparso su 
 

mercoledì, 24 maggio 2006, spettacoli, pag. 45


«Tokyo e Brescia a concerto» con le orchestre «Terroni» e «Il plettro»

Mandolini senza confini

In luglio il complesso bresciano andrà in Giappone


Potrebbe rimanere un luogo comune anche piuttosto stucchevole la frase per cui «la musica supera le frontiere», se un pubblico numeroso come quello presente domenica sera in San Giovanni Evangelista a Brescia non l’avesse potuto toccare con mano, grazie a «Tokyo e Brescia a Concerto». La serata coinvolgeva l’Orchestra «Plettro» di Tokyo diretta da Hiroyoshi Sawai e l’Orchestra a plettro «Claudio e Mauro Terroni» di Brescia, diretta da Dorina Frati.

In effetti le difficoltà di comunicazione verbale che s’avvertivano nel pur volenteroso messaggio d’amicizia in italiano da parte del Console giapponese di Milano sono immediatamente sparite, quando l’orchestra giapponese ha iniziato a suonare sotto la guida di Hiroyoshi Sawai, con la Suite «Le impressioni della montagna» di Seliche Suzuchi, nella quale solo a tratti emergevano sonorità e conduzioni melodiche immediatamente riconducibili all’Oriente. Caratteristiche orientali presenti comunque nei nomi affascinanti dati ai vari brani, dalla «Danza delle foglie che cadono» di Tadashi Hattori alla «Danza della neve farinosa» di Genzo Kimura. Particolarmente complesse e ben realizzate le Variazioni sul tema «Kojo no Tsuki» di Hattori nelle quali due dei mandolini dell’orchestra a plettro giapponese sono stati chiamati a una complessa e applauditissima prova virtuosistica.

Molto bella anche la parte della serata in San Giovanni, in cui le due orchestre, quella giapponese e quella bresciana, si sono riunite sotto la direzione appassionata di Dorina Frati per realizzare la «Suite marinaresca» di Amedeo Amadei, un pezzo molto originale, con un robusto finale per dipingere la «Fuga dei Tritoni».

Poi il campo è stato lasciato all’Orchestra «Terroni» per una serie di brani italiani: di spicco la trascrizione del «Concerto in si bem. maggiore per violino e orchestra» di Pergolesi, nel quale Dorina Frati ha affrontato una parte davvero molto difficile come mandolino solista. Poi la gradevolissima «Music for play» del bresciano Claudio Mandonico e il brillantissimo finale della «Czarda» di Vittorio Monti, che ha coronato la serata. Lunghissimi applausi e bis ancora a orchestre riunite, prima che il sindaco di Brescia Paolo Corsini consegnasse al direttore Hiroyoshi Saway una riproduzione in bronzo della Vittoria Alata, in ricordo di questa serata di fratellanza.

In luglio l’Orchestra «Terroni» e Dorina Frati si recheranno a Tokyo per restituire la gradita visita a Brescia.

Luigi Fertonani