A Trento l’Ensemble Corelli con Frati e Buzi
Domenica Barocca
di MONIQUE CIOLA
TRENTO - Domenica barocca per le mattine concertistiche
alla Sala Filarmonica. L’Ensemble Arcangelo Corelli (nella foto)
propone, come di consueto alle 10.30, concerti di Vivaldi,
Corelli e di Bonporti, ospitando due grandi solisti del mandolino:
Dorina Frati e Emanuele Buzi. Chiediamo ad Andrea
Ferroni, violino concertatore dal 1998 del gruppo strumentale,
di parlarci di quest’orchestra barocca.
Come nasce il complesso barocco “Arcangelo Corelli”?
«L’orchestra nasce da un gruppo di amatori, non professionisti,
che nel 1966 decisero di riunirsi per fare musica assieme.
L’entusiasmo di questi amici che cominciarono l’attività
del “Corelli” è continuato per quarant’anni senza mai fermarsi,
maturando in tempi recenti un passaggio di livello esecutivo.
Oggi è effettivamente un ensemble di musicisti professionisti,
ma lo spirito di fare musica per passione è rimasto».
La metà dei musicisti che formano quest’ensemble si sono diplomati
nei Conservatori di Trento e di Bolzano...
«Sì. C’è una buona presenza di giovani musicisti che provengono
dalla nostra regione. Cerchiamo di mantenere
un’identità precisa, ma possiamo contare in orchestra anche
artisti stranieri, come il violoncellista Frieder Berthold, caposaldo
del gruppo».
Il vostro curriculum parla di un’esaltante trasferta berlinese....
«Il “Corelli” ha compiuto due tournées in Germania. Nel novembre
scorso abbiamo tenuto due applauditi concerti a Berlino
(Charlottenburg e Spandau) collaborando con solisti e
coro della città tedesca. L’orchestra barocca può vantare collaborazioni
anche con diversi musicisti di fama internazionale,
tra i quali Jenny Lin, violinista di Seul proveniente dalla
Juilliard School».
Il complesso “Arcangelo Corelli” nella sua attività concertistica
ha avuto quindi l’occasione di collaborare con importanti nomi
del mondo musicale. Com’è nato l’incontro con Dorina Frati
e Emanuele Buzi?
«Dobbiamo ringraziare Giuseppe Mazzeo, direttore artistico
di questa rassegna domenicale, che ha creato l’incontro
tra il “Corelli” ed i due importanti mandolinisti. Un sentito
grazie lo rivolgiamo anche al fondatore e presidente della nostra
orchestra barocca, Umberto Trintinaglia, primo appassionato
allora ed ancora oggi dopo quarant’anni, che rende
possibile l’attività del gruppo».
Riguardo alla Frati e a Buzi, basti dire per presentarli che
la prima è considerata tra i più grandi virtuosi del panorama
mandolinistico internazionale, prima diplomata d’Italia sotto
la guida del M° Giuseppe Anedda, di cui Buzi è tra l’altro
il nipote. Quest’ultimo infatti ricevette i primi insegnamenti
di mandolino dall’illustre nonno, per poi proseguire il perfezionamento
artistico con la stessa Frati.
Giornale “L’Adige”, 22 febbraio 2005, “24 ore spettacoli”, pag. 14
Un’altra pagina piacevole ai concerti della domenica in Filarmonica a Trento
di MONIQUE CIOLA
Ancora pochi giorni alla fine del mese di febbraio e si avvia alla conclusione anche la XXII°
stagione de “I concerti della Domenica”, rassegna musicaleche richiama da sempre un nutrito
numero di persone nella Sala Filarmonica di Trento alla domenica mattina dei freddi
mesi invernali. Rimangono in calendario ancora due appuntamenti dei nove che ci
hanno accompagnato dall’inizio dell’anno, tra musica vocale e strumentale, dai solisti agli
ensemble cameristici, accomunati dalla volontà di presentare alla città anche una nutrita
rappresentanza di giovani musicisti della nostra regione.
L’ultimo concerto in ordine di tempo ha portato sul palco di via Verdi due importanti artisti
italiani del mandolino, Dorina Frati e Emanuele Buzi, accompagnati per l’occasione dal
complesso barocco Arcangelo Corelli, orchestra professionale dalla forte identità regionale.
Frati e Buzi che si esibiscono uno accanto all’altro nel Concerto in sol maggiore RV
532 di Vivaldi, rappresentano non solo i più grandi mandolinisti italiani del momento in
concerto a Trento, ma simboleggiano anche la passione e la continuità artistica di un
grande Maestro e della sua scuola: Giuseppe Anedda. Cagliaritano, nato nel 1912 e
scomparso otto anni fa, reputato il più grande mandolinista del mondo, si avvicinò alla
musica molto giovane e già all’età di dieci anni era chiamato a suonare nelle frequenti manifestazioni
teatrali ed operistiche, tra l’altro la Francesca da Rimini (1923) sotto la direzione
dello stesso autore Riccardo Zandonai. Fu lo stesso Anedda che, nel 1948, eseguì
in prima mondiale per la stagione concertistica organizzata dal 3° programma della RAI
il Concerto di Vivaldi per due mandolini, archi e cembalo RV 532, diretto per l’occasione dal
M° Nino Sanzogno. Il disco del concerto di Vivaldi, inciso a Londra per la Voce del Padrone
vinse il premio indetto dall’Accademia Vivaldiana di Bruxelles per l’interpretazione del
solista. Il M° Anedda fu titolare della prima Cattedra di insegnamento del Mandolino
presso il conservatorio italiano (Padova). Sua prima diplomata è stata proprio Dorina
Frati, che a sua volta prese sotto la sua guida artistica Emanuele Buzi, nipote del grande
Maestro.
L’esecuzione di Vivaldi a Trento da parte di questi due famosi strumentisti è carica
dunque di un notevole significato artistico e simboleggia la continuità di una forte passione
per il mandolino. La loro performance è stata a lungo applaudita dal numeroso pubblico
che ha riempito la sala di via Verdi e dall’assessora Micaela Bertoldi, presente all’appuntamento
mattutino per ribadire l’importanza e la portata di una manifestazione culturale
come “I Concerti della Domenica”.
Durante il concerto il complesso Corelli ha dato quindi dimostrazione delle sue capacità
interpretative eseguendo tra l’altro il Concerto VIII in re maggiore per violino, archi e
continuo di F.A.Bonporti, il Concerto Grosso in re maggiore op.6 n1 e n. 4 di Arcangelo Corelli
e, ancora di Antonio Vivaldi, il Concerto in sol maggiore per archi e cembalo “Alla Rustica”.
La stagione concertistica prosegue domenica con un recital pianistico.