(testo tratto dall'articolo pubblicato sul numero di ottobre 2003 di Plectrum)
Buona parte della storia di questo complesso è tutta racchiusa nelle pagine ingiallite di tre quaderni nei quali il Maestro Mario Vlassich che ha diretto la "Mandolinistica" dalla fondazione (1946) fino al 1979 attraverso ben 393 concerti, così scrive: "...inizialmente, nell'idea dei suoi fondatori questo complesso che in effetti non ha mai avuto un nome ne mai nessuno ha pensato a darglielo, doveva essere un piccolo gruppo mandolinistico per musica da ballo ma, spinti dall'amore per la musica, si opta per la formazione di un complesso che eseguisse musica melodica."
Un gruppo di amici si misero a cercare vecchie partiture delle Edizioni Ricordi, a scovare nei ripostigli vecchi strumenti e s'incominciò a provare. La voce sulla costituzione del complesso cominciò a circolare, fu udita da altri amanti del mandolino che ben presto si aggregarono al gruppo.
Ormai necessitava la bacchetta di un maestro non bastando più il tradizionale "via", il colpo di testa del suonatore di base. Il maestro Mario Vlassich accettò l'incarico.
Da febbraio fino alla fine di aprile del 1946, il complesso lavorò sodo per potersi presentare ben preparato al pubblico. L'esordio avvenne nella sede del 3° Rione per la festa del 1° maggio. In seguito il complesso si esibisce nelle sedi rionali, nelle fabbriche, nelle aziende cittadine e alla radio locale.
Nel '47 tra i componenti del complesso c'è un giovane chitarrista, Livo Floris, che molti anni dopo, nel 1980, assumerà la direzione della "Mandolinistica".
Il maestro Vlassich, nelle sue note, così lo descrive: eminente solista di chitarra. Studente di contrabbasso ad arco, validissimo aiuto nel complesso per quanto lo frequenti saltuariamente e senza impegno, essendo occupanto con gli studi che vanno al di sopra del dilettantismo.
La crisi di organico dovuta all'esodo della popolazione in relazione alla questione di Trieste è stata superata con l'innesto di altri elementi, specialmente di giovani allievi dei corsi di musica che lo stesso maestro organizzava. Il 4 giugno 1979 il Maestro Vlassich dirige il suo ultimo concerto: il trecentonovantaquattresimo. Nel suo quadrno scrive: "Sala della Comunità degli Italiani di Fiume - Serata finale dell'attività del dirigente".
L'orchestra si trova ad affrontare un momento difficile che però viene superato grazie alla passione degli anziani, alla volontà dei giovani e alla comprensione del maestro Antonio Corel che si assume l'incarico di dirigere provvisoriamente il complesso. Un anno più tardi le redini vengono affidate al maestro Livio Floris.
Floris porta una ventata di freschezza innovatrice. Mobilita forze giovanili,spesso suoi allievi o ex allievi del locale Conservatorio ove detiene la cattedra di chitarra classica e si appresta al pensionamento, come pure musicisti dell'orchestra dell'Opera nella quale suona il violoncello. Il complesso trova una maggior finezza espressiva e si cimenta in partiture più impegnative. Livio Floris è molto spesso autore degli arrangiamenti e delle riduzioni dei pezzi che vengono eseguiti.
In questo periodo la Mandolinistica si esibisce spesso nella vicina Italia, particolarmente nel Friuli Venezia Giulia ed è da rilevare che raggiunge il massimo numero di esecutori, quaranta elementi, che si esobiscono nell'Auditorium di Portorose (attuale Slovenia) nel 1983. Questo periodo d'oro dura fino al 1985 quando i membri più anziani dell'Orchestrea si ritirano a riposo e l'Orchestra ne risulta dimezzata. Si deve alla ferrea volontà del Maestro Floris, al suo grande amore per la musica e all'attaccamento dei rimsti se la crisi viene superata.
Anche se ammalato, il Maestro Floris continua il suo lavoro ma intanto prepara un giovane musicista del complesso, Flavio Cossetto, a succedegli alla direzione della Mandolinistica. Decede nel 1988, a teatro, ove assite alla rappresentazione della "Carmen" di Bizet.
L'attività continua comunque sotto la guida di Cossetto, con alti e bassi causati soprattutto dalla grande fluttuazione degli orchestrali che sono tutte persone giovani, oberate da impegni di studio e di lavoro. Dopo un anno di direzione di Sanjin Sankvic, succeduto a Cossetto, a prenderne le redini è Raoul Devjak. Dal settembre 2004 l'orchestra è diretta da Ariana Bossi e può contare su un organico di quindici elementi e continua ad esibirsi con successo in Croazia ed all'estero.
Occore a questo punto ricordare che la Mandolinistica è una sezione di una grande istituzione culturale: la Società Artistico-Culturale "Fratellanza" di Fiume. Nata dalla Passione insita nei Fiumani per la musica, la Fratellanza opera in seno alla Comunità degli Italiani di Fiume (ex Circolo Italiano di Cultura), contando numerose sezioni la cui attività spazia dalla musica strumentale e corale ad altre forme di espressione artistica (arti figurative, filodrammatica). Dalla sua fondazione ad oggi la SAC Fratellanza promuove con orgoglio, tenacia e determinazione la presenza italiana in queste terre e rappresenta il motore delle attività artistico cultuali della minoranza italiana a Fiume.
La Fratellanza si prodiga da sempre per lo sviluppo della reciproca conoscenza, amicizia, tolleranza in campo culturale, sociale ed anche politico con il popolo di maggioranza. Durante gli oltre 50 anni di vita, la Fratellanza ha rappresentato un ponte di congiungimento e collaborazione ed ha contribuito allo sviluppo di amichevoli raporti fra Croazia ed Italia. |