Mandolini tra Napoli e Brescia

 


The early mandolin vol. 2. Ensemble Baschenis. Ducale 036.
Prosegue la storia del mandolino nelle incisioni della Ducale, una storia nella quale trova spazio come vedremo anche quella dell'arte musicale bresciana. Questo nuovo disco è dedicato a musiche del Settecento italiano per uno o due mandolini barocchi e basso continuo: il cd vuole giustamente ricordare che nel corso della sua lunga vita il mandolino conobbe numerose modificazioni e varianti.
Basta scorrere e ascoltare i brani ospitati nella registrazione, che iniziano con un «Trio a due mandolini e basso» di Prospero Cauciello dove vengono impiegati mandolini napoletani suonati dalla bresciana Dorina Frati e da Marco Capucci, con l'accompagnamento per il basso continuo di Alessandra Milesi al violoncello e di Giorgio Ferraris alla tiorba. E non poteva mancare la variante del mandolino bresciano, strumento a corde singole e in budello, ma accordato come il mandolino napoletano: è proprio Dorina Frati in coppia con la chitarra di Giorgio Ferraris a dare un saggio del timbro dello strumento grazie al «Tema con variazioni per mandolino e chitarra op. 10 n. 4» di Bartolomeo Bortolazzi, un timbro particolarmente morbido rispetto ad altri modelli dello strumento; inutile dire della grande complessità delle Variazioni cui Bortolazzi sottopone il semplice, solare tema iniziale. Lo strumento usato è una copia del 1988, di un originale del 1760 del liutaio Lupot.
Nella seconda parte della registrazione la «Sonata per mandolino e basso» di Cesare Barbella con Dorina Frati e stavolta con un mandolino napoletano, uno strumento che usa ancora per le «Variazioni n. 10 la Fustemberg» di Riggieri, sicuramente il brano più virtuosistico e più affascinante del cd. Per terminare con la «Sonata per mandolino e basso» di Carlo Arrigoni.

Articolo del 19.10.2004, pag. 37, tratto da