Servizio di Daria Deghenghi
Un mega concerto il terzo Incontro delle Società artistico culturali
La musica, un valido collante
Sul palco, "Lino Mariani", "Marco Garbin" e "Fratellanza"
Che a fare una Comunità non sono le sedi ma le persone, e quelle soltanto, lo si è ben potuto vedere al Terzo Incontro delle SAC, sabato sera a Pola quando la musica ha riconfermato il suo valore di collante per l'unità della Comunità Nazionale Italiana, oggi come sessant'anni fa, quando nascevano spontanei, in piena epoca bellica, i nostri primi cori. Così è stato anche al concerto all’1 di via Carrara: i connazionali di Pola, di Rovigno e di Fiume, e in particolare gli attivisti delle rispettive società artistico-culturali, vale a dire la "Lino Mariani", la "Marco Garbin" e la "Fratellanza", hanno riscoperto il piacere di coltivare assieme la passione per la musica corale, il bel canto e le armonie delicate dei mandolini, esattamente come avevano fatto due e tre anni fa, quando lo stesso tipo d'incontro canoro era stato organizzato dalla Comunità di Rovigno e di Fiume, sempre sotto l'egida dell'U.I.
”Mariani” rompighiaccio
Un concerto coi fiocchi, quello dell'altra sera. Ricco non solo in quanto a repertorio, ma anche (e forse soprattutto) in quanto a emozioni. Solenne, a cominciare dall'apertura, riservata come vuole la nostra tradizione all'inno di Decleva-Giorgieri, "Oh bell'Istria", per l'interpretazione dal coro maschile della "Lino Mariani" diretto da Linda Milani. Quindi i saluti di Valmer Cusma, presidente dell'Assemblea uscente del sodalizio polese, e l'intervento di Loretta Godigna, segretaria della "Mariani", che ha illustrato il repertorio e l'ordine di comparizione delle corali sul palcoscenico. "Vegnì sul mar muriede" di Nider-Favretto, "Ah fiumanina" di Guidi-Sfiligoi, tratta dal canzoniere "Tutta Fiume", e i tre brani dai "Balletti a tre voci" di Gastoldi - "Lo spensierato", "Lo sdegnato" e "Il fortunato" - hanno assicurato applausi ripetuti alla corale femminile della "Mariani" diretta da Orietta Šverko. Applausi insistenti sono stati regalati alle coriste soprattutto dalle file dei colleghi di Fiume, che hanno saputo apprezzare l'omaggio canoro alla loro città inserito nel repertorio dalla M.a Šverko. Spazio quindi alla Mandolinistica della "Mariani", diretta da Ivan Štekar, che ha proposto "Bulerias" di B.Calatuyud, "Yellow river" di J.Christie e "Con te partirò" di F.Sartori, per dare poi ancora spazio al coro virile. Per i suoi coristi la direttrice Linda Milani ha scelto la canzone popolare rovignese "Viecia batana", in pratica un omaggio ai colleghi di Rovigno, poi "Serenata" di F.Schubert e quindi una sequenza di brani squisitamente polesani intitolata "Canzoniere polese". Infine, in chiusura della parte del programma allestita dalla SAC polese, che in quest'occasione ha potuto contare sull'accompagnamento al pianoforte di Branko Okmaca, il coro misto della "Lino Mariani", diretto questa volta da Orietta Šverko, ha interpretato "Marafor" di Nello Milotti e Daniel Načinović.
Tradizionale “Garbin”
Conciso rispetto a quello dei padroni di casa, e molto gradito a sua volta, il programma proposto dal coro misto della "Marco Garbin" di Rovigno, diretto da Vlado Benussi, è partito con due brani dialettali ("Li canpane litroniche" di Soffici-Zanini e "Adeio mar" di P. Soffici), un'allegra bitinada ("Rosa alpina") e un canto tradizionale istriano ("Molighe 'l fil"), per proseguire con l'aria "Signore delle cime" affidata alla solista Tamara Teković. Infine, sempre per l'esecuzione dei rovignesi: "E qui comando io", altra canzone di estrazione popolare, e "Il valzer delle candele" di Cedric-Dumont-Larici, scelto per chiudere con una punta di nostalgia la sezione del concerto affidata alla SAC di Rovigno.
Classica “Fratellanza”
E veniamo alla "Fratellanza" di Fiume, giunta a Pola con cori e mandolinistica, diretti dai maestri Gloria Segnan, Vinko Badjuk e Arianna Bossi. Con "Narrat omnis homo" (Rathgeber) e la canzone popolare "Guarda la luna" si è fatta onore la corale femminile, mentre il coro maschile, dopo aver interpretato due canzoni popolari ("Bella bionda" e "La ga i oceti neri") ha cambiato programma a sorpresa lasciando da parte un brano dell'illustre concittadino e compositore Ivan Zajc, per proporre "Allegria" di Nello Milotti, in omaggio al compositore connazionale presente in sala che ha gradito l'iniziativa. Il coro misto e il maestro Badjuk hanno optato per la lirica: assieme ai solisti Antonio Monzina e Aldo Racané hanno proposto "Coro di popolo" da "I due Foscari" di Giuseppe Verdi e poi ancora "Il Brindisi" da "La traviata", per l'interpretazione dei solisti Arianna Bossi e Antonio Monzina e l'accompagnamento al pianoforte di Vjera Lukšić. La mandolinistica si è presentata invece con il suo inno intitolato "Fratellanza", un'aria tratta da "La vedova allegra" di F. Lehar e "Barcarola" di Antonio Smareglia, in segno di omaggio alla città natale del compositore.
Insieme, alla Gioia
Ma se il concerto è stato bello fin dall'inizio, il gran finale è stato strepitoso. I tre cori riuniti hanno unito il proprio potenziale canoro e hanno dato il meglio di sé in un'interpretazione di grande richiamo dell'"Inno alla gioia" di Ludwig van Beethoven (diretto da Vinko Badjuk) e "Va' pensiero" dal "Nabucco" di Giuseppe Verdi, per la direzione di Linda Milani. Scroscianti gli applausi dedicati ai coristi a fine incontro. Meritati, non c'è dubbio. E graditi anche gli omaggi floreali consegnati in chiusura a tutti i solisti, i dirigenti e i presidenti delle tre Società, nonché a Ilaria Rocchi Rukavina del Settore arte e spettacolo dell'Unione Italiana che ha coordinato l'organizzazione di questo terzo incontro musicale delle SAC. Tra il pubblico numerosi gli ospiti e i funzionari pubblici. Non hanno voluto mancare all'appello il vicepresidente dell'U.I. Diego Buttignoni, il parlamentare Furio Radin e la presidente dell'Associazione delle società artistico-culturali di Pola, Zdenka Višković-Vukić. La manifestazione è stata organizzata dall’Unione Italiana in collaborazione con la Società artistico culturale “Lino Mariani” della CI di Pola con il supporto finanziario dell’Ufficio per le minoranze nazionali del Governo della Repubblica di Croazia e dell’Università Popolare di Trieste.
