l'amandolino

bollettino della Federazione Mandolinistica dell'Emilia Romagna

n. 19 - gennaio 2001


Sommario

1. Il bilancio 2001
2. Convocazione dell'Assemblea
3. Una lezione del m.o Guermandi

1. Il bilancio 2001

Soci iscritti: 44

 

ENTRATE

£

euro

USCITE

£

euro

Avanzo 2000

143.150

73,93

l'amandolino (4 numeri)

1.181.225

610,05

Quote sociali

990.000

511,29

FMI

495.000

255,65

Donazioni

90.000

46,48

Donazione FMI (Bologna 2000)

1.500.000

774,69

Teatro Comunale di Ferrara (2000/2001)

3.000.000

1.549,37

Rimborsi Orchestra regionale

3.004.400

1.551,64

Estate a Ferrara 2001

1.500.000

774,69

 

 

 

TOTALE

5.723.150

2.955,76

TOTALE

6.180.625

3.192,03

 

 

 

DISAVANZO

457.475

236,27

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2. L'ASSEMBLEA DELLA

FEDERAZIONE MANDOLINISTICA REGIONALE

DELL'EMILIA ROMAGNA

 

è convocata presso la Sede Sociale in prima convocazione per sabato 23 febbraio alle ore 22, ed in seconda

per domenica 24 febbraio 2002 alle ore 10.30

 

All'ordine del giorno:

·                Situazione della Federazione

·                Bilancio Anno 2001

·                Rinnovo delle cariche sociali

·                Varie ed eventuali

 

Cari amici,

la nostra Federazione Regionale pare attraversare un momento difficile: l'impegno profuso per anni da alcuni Soci si è ridotto, per naturale evoluzione delle cose. E' il momento che si propongano idee nuove e si facciano avanti nuovi dirigenti. Ognuno di voi può fare molto, basta che voglia dedicare una piccola parte del suo tempo a valorizzare in ambito nazionale e internazionale il nostro ricchissimo patrimonio locale.

Vi prego quindi di essere tutti presenti all'Assemblea e di volervi portare il vostro contributo di esperienza e progettualità.

IL PRESIDENTE

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3. Una lezione del m.o Guermandi

Sono in vacanza sulle colline del Cilento (Salerno) e, forte del consiglio datomi dal Presidente della FMI in occasione di un non lontano incontro, mi accingo a mettere nero su bianco circa un argomento che mi sta molto a cuore e che tiene occupata la mia mente da molti anni: il mandolino. Più precisamente la modalità, o le varie modalità sull'uso della penna, il plettro, per suonare questo caro strumento, che mi aiuta, oltre che dilettarmi, a vivere, e vengo al dunque.

Nel corso dei tanti anni della mia vita, ho consultato vari metodi e trattati che indicano come si deve tenere la penna fra il pollice e l'indice della mano destra e come la si deve usare per trarre melodie dal mandolino. Ne ho avuto grande beneficio e molta soddisfazione. Però, via via, mi sono accorto che, fra i tanti consigli e indicazioni, non vi è quello di cui mi preme parlare, cioè il rapporto fra la penna usata dall'alto in basso, che si indica comunemente con il segno " ^ ", o viceversa dal basso in alto con il segno " v ", e i tempi forti e deboli della melodia in corso di esecuzione, in special modo quando il movimento è in tempo Allegro, o anche in altri casi a cui farò cenno in seguito.

E spero di essere abbastanza chiaro nel dire che, in occasione della esecuzione di formazioni musicali, quartine o sestine, ecc., la penna dovrebbe essere usata dall'alto in basso sulla prima nota di ogni formazione e principalmente quando questa prima nota è in concomitanza con la prima nota della battuta. E chiarisco con i seguenti esempi il concetto.

Es. 1

Es. 2

Con questo secondo esempio, si pongono in evidenza sia la lineare alternanza della pennata alto/basso e basso/alto, sia la scorrevolezza della melodia, che pone in precisa luce i tempi forti e deboli della melodia stessa.

Ciò per quanto concerne i tempi veloci, fin dove è possibile. Il salto di corda nella esecuzione delle note di una stessa qiartina non si può evitare in taluce composizioni, come ad esempio avviene nei concerti per mandolino di A. Vivaldi.

Altro esempio del come usare la penna:

Es. 3

Debbo precisare che, a mio parere, tutte le note non soggette a tremolo vanno eseguite con la pennata dall'alto in basso:

Es. 4

E' immancabile che in ogni composizione musicale venga a trovarsi una frase in cui le modalità su esposte siano chiamate in causa (sempre a mio parere).

E concludo affermando che, al mio orecchio, la pennata dall'alto al basso trae dalla corda un suono diverso da quello ottenuto con la pennata dal basso all'alto; suono pieno, potente, anche delicato, se si vuole, nel primo caso; meno chiaro, meno incisivo, più debole nel secondo caso (sempre secondo mia opinione).

Orria Cilento, 4 agosto 2001

MARCELLO GUERMANDI

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